blockmia

Mese

Marzo 2011

Mar 30, 2011
“Si muovono in gruppi: catturano quelli che si allontanano e li riportano nel campo. Si stanno organizzado anche per la nottata con l’utilizzo di cani.” —

A Manduria ronde intorno alla tendopoli che ospita gli immigrati (via unaltroinutile)

Il nazismo, per tutti, senza divise, libera partecipazione. 

(via uomoinpolvere)

…

Mar 30, 201110 note
Mar 30, 2011265 note

“Nutro un enorme amore per non so cosa, spinto in opposte direzioni prive di senso e di onore, pervaso dal principio in germine della consapevolezza che proverrà da dove non so, da quando non so.”

Giuseppe Genna - Assalto a un tempo devatstato e vile - versione 3.0

Mar 29, 2011
Mar 29, 20111 nota
Mar 28, 20112 note
Mar 28, 201111 note
Mar 28, 2011
salmo 26, 03

sanguedalnaso:

perdere la memoria in bagno, di primo mattino
è cosa buona e giusta
prediligere distrazioni da bambini
è cosa buona e giusta
cedere paura, ricevere libertà
è cosa buona e giusta
collezionare bulbi oculari
è cosa buona e giusta
amar donne che ricambiano disperdendosi
è cosa buona e giusta
fronteggiare l’ego altrui a colpi di mentine per l’alito
è cosa buona e giusta
ascoltare bob marley a quarantanove anni
è cosa buona e giusta
abbonarsi alle abitudini corporali, non al tram
è cosa buona e giusta
immaginare un amore al telefono, mai dargli da mangiare
è cosa buona e giusta
comporre lo scheletro di tuo nonno, nell’armadio
è cosa buona e giusta
essere di piombo, ululare tra i denti
è cosa buona e giusta
tenere il conto delle conquiste altrui
è cosa buona e giusta
guardare con ammirazione ai baffi di hitler o chaplin
è cosa buona e giusta
essere soltanto carino
è cosa buona e giusta
imparare una lingua nuova, piano, una parola al giorno
è cosa buona e giusta
sentirsi giunti, mai arrivati
è cosa buona e giusta
capire a posteriori che quello non era un piercing, ma solo un porro
è cosa buona e giusta
iscriversi al sindacato degli odiatori estremi
è cosa buona e giusta
considerare i funerali un tirocinio umano-formativo
è cosa buona e giusta
pensare ossessivamente a espressioni come “passaggio-di-consegne”
è cosa buona e giusta
stupirsi della mezzaluna che è il cuore di ogni donna
è cosa buona e giusta

realizzare che ogni cosa
è cosa buona e giusta,
è cosa buona e giusta

.

Mar 26, 20119 note

betulla:

“Oggi è l’anniversario del Golpe in Argentina. 35 anni. Quel 24 marzo del 1976 ero nella pancia della mamma da tre mesi. Ha avuto le contrazioni ma mi ha tenuta stretta dentro. Buenos Aires, febbraio del ‘77. Avevo sei mesi ed ero la primissima bambina della primogenita di una famiglia con 7 figli. Mio nonno mi chiamava “la nipote di mia moglie” perché gli faceva strano essere nonno, ma in realtà era troppo contento e sapeva che ne avrebbe avuti tantissimi, di nipoti, con sti 7 figli. Mio nonno faceva il commercialista. Mio nonno era di sinistra. Mio nonno, abbiamo saputo da poco, era n°2 dei Montoneros. Si chiamava Horacio. Be’, quel febbraio, durante il matrimonio della secondogenita, le luci in Chiesa si spengono di botto. Qualcuno ha tagliato il filo dell’elettricità. Mio nonno, sull’altare, è nervoso e si guarda sempre all’indietro, come se aspettasse qualcuno.Funzionava così, con loro. Agivano col terrore. Il matrimonio lo fanno piazzando una macchina coi fari accesi davanti al portale della chiesa. Ho provato ad immaginare la scena, con gli abbaglianti puntati sulla schiena degli sposi e le ombre lunghe per la luce radente. E vedo tutto in bianco e nero. Dopo la festa, dove il nonno appare sempre nelle foto guardando atrove, be’, dopo la festa, il mattino dopo, si ferma silenziosa una Ford davanti casa. Le Ford Falcon verde militare, quelle che usavano loro per andare a prendere la gente, e non le rivedevi più. Mia nonna, Hebe, sulla porta di casa rimane congelata e le scende la pipì da sotto la gonna. Mio nonno non sappiamo come né quando né se sia in effetti morto. Lo supponiamo. Sappiamo che è stato nell’inferno della Esma da qualcuno che ne è uscito, e rispettando la catena della memoria ce lo ha fatto sapere. Stop.Mia nonna quando ha rifatto il passaporto le hanno scritto sullo stato civile: “nubile”. Perché un desaparecido spariva ovunque, anche dall’anagrafe. Mio nonno quel giorno è sparito, desaparecido, con una nipote nata e una in via di. E invece siamo tantissimi, di nipoti. E non dimentichiamo, e scendiamo in Piazza per non subire mai più, nunca màs, un olocausto.”

—

: nunca màs

  (via raelmozo)

nunca

Mar 26, 201154 note
Mar 25, 20111 nota
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2:26
Mar 25, 20112 note
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Mar 25, 20111 nota
A Lampedusa è di scena l’umanità → femminismo-a-sud.noblogs.org

La gente di buon senso non ci sta. Non accetta i ricatti. Così cambia l’antifona. Quando intervistano i lampedusani sono spariti quelli che invocavano l’intervento dell’esercito, quelli che ricacciavano indietro gli stranieri, i simil-leghisti, e hanno preso spazio le persone consapevoli, quelle che non si fanno strumentalizzare e che non strumentalizzano le disgrazie altrui. Quelle che hanno capito che l’emergenza è creata ad arte da chi lascia gli immigrati tutti lì perchè sull’onda dell’emozione, con lo stimolo della paura per qualcosa di grave che potrà avvenire, si sollecitano finanziamenti e appalti anche per la costruzione di nuovi Cie. “Quelli che già esistono non bastano”, ha dichiarato il ministro La Russa ieri sera ad annozero, ed ecco uno degli obiettivi, come già l’emergenza fu motivo per dare appalti e realizzare il termovalorizzatore napoletano. Soldi, solo soldi, per costruire altri lager. La gente non conta niente. Non contano gli stranieri e non contano i lampedusani. E’ iniziata una gara di umanità, per dare una mano a entrambi. Perciò ecco il racconto degli attivisti per campagna “Welcome a Lampedusa”. E vi segnaliamo anche il video in basso (guardatelo) dove si può vedere la vera anima di Lampedusa, la gente di sicilia, la generosità delle donne e degli uomini. Lampedusa: l’accoglienza parte dal basso di Progetto Melting Pot Europa (via Global Project)25 / 3 / 2011 Chiara tutti i pomeriggi insegna italiano ai gruppi di tunisini che si alternano giorno dopo giorno nella sede dell’Askawusa, nella piazzetta dell’ufficio postale di Lampedusa. Insegna italiano e dà informazioni utili nelle giornate di permanenza nell’isola. Una quarantina di pasti a mezzogiorno e altrettanti alla sera, certo insufficienti per le 5000 persone arrivate in questi giorni. Ma intanto il passaparola funziona. E anche la rete di autorganizzazione dei lampedusani.

Un negozio di abbigliamento chiuso diventa centro di distibuzione di abiti per garantire il cambio alle persone in arrivo. Allo stesso modo viene allestito il piazzale davanti alla chiesa. La parola d’ordine in questi giorni è autogestione.

Lo è per l’acqua e per le docce, per il cibo e per le informazoni. Per l’arrivo dei soldi all’ufficio postale. La banca di Lampedusa non garantisce più il cambio della valuta, i soldi vengono spediti dalla Tunisia. Qualcuno deve ritirarli. Lo è per l’abbigliamento, per le coperte, per le pulizie. La popolazione dell’isola è raddoppiata. Così anche i rifiuti. Tutto è lasciato alla iniziativa spontanea e collettiva. Così la signora Maria scende con piatti di uova strapazzate per chi è impegnato nella pulizia della piazzetta. In pochi minuti arrivano altre scope e palette, sacchi dell’immondizia e altri volontari.

Annalisa dice che comincia a scarseggiare l’acqua potabile. Riempire una cisterna costa 30 euro. Garantire l’acqua per tutti è complicato e dispendioso. Organizzarsi di fronte alla totale assenza delle istituzioni nazionali e locali è l’unica via d’uscita, ma certo non è nè sufficiente nè può durare all’infinito.

Traduzioni dall’arabo all’italiano e viceversa. Per capire cosa sta succedendo. Dove dormire. La notte fa freddo. Accampamenti di fortuna tra i molti e la montagna attorno a fuochi improvvisati. E’ emergenza umanitaria. Il monitoraggio permanente giorno dopo giorno e notte dopo notte. Mancano le risposte. Gli interrogativi, invece, in italiano, arabo e francese restano numerosi e pesano come macigni. Anche per noi.

Attivist* Campagna Welcome a Lampedusa

Mar 25, 2011
#38 – Ditele che un uomo violento non la risparmierà  → femminismo-a-sud.noblogs.org

#38 vittime di violenza maschile dall’inizio dell’anno.

Mar 24, 2011
Mar 24, 2011
“La calma è la virtù dei forti. Il vaffanculo la liberazione di chi si è rotto le palle.” —(zilvany su FriendFeed)
Mar 23, 201151 note
Mar 22, 2011
La Passione su RadioRadicale e poi in giro per il mondo (venerdì a Barletta. Ci sono barlettani qui? o barlettesi?)

sanguedalnaso:

Dopo aver accompagnato, tenendolo per mano, il mio primo libro in giro per le strade della Puglia (ci torneremo a breve), tocca adesso a La Passione andare a farsi un giro.
Un po’ più complicato andare a zonzo con il trau (enorme croce di legno, n. d. traduttore) sulle spalle, ma comunque. Il romanzo biondo che ha fatto impazzire il mondo inizia il suo cammino verso i lettori venerdì 25 marzo alle 19.30 alla Casa Liberincipit in via Samuelli 10 a Barletta (BATprovincia!).
La Via Crucis (ehm) proseguirà poi in giro per l’Italia con o senza autore ma con tante tavole imbandite in giro per l’Italia — altrimenti detti: tavoli Untitl.ed.
Le date:

- martedì 29 marzo, ore 20, Jarmusch, Caserta;
- mercoledì 30 marzo, ore 20, Peroni, a Roma;
- giovedì 31 marzo, ore 21.30, Orzo Bruno, Pisa;
- venerdì 1 aprile, ore 19.30, Bar De Marchi, Bologna;
- sabato 2 aprile, da qualche parte a una certa ora a Perugia.


Per maggiori informazioni, consultare il gruppo Facebook di Untitl.ed.
Per un’imperdibile intervista a me medesimo per RadioRadicale (durata: 13 minuti), invece, cliccare qui. Faccio notare che non a molti uomini è capitata la fortuna di rispondere a domande poste direttamente da uno dei personaggi del proprio libro.

Mar 22, 20114 note
Questo uomo no, #15.

questouomono:

Stavolta m’è uscita una specie di lettera per un tipo di maschio che proprio non sopporto. Pensavo da un bel po’ a questo tipo - un po’ di nicchia, lo ammetto - che mi da’ parecchio fastidio. L’ho incontrato spesso, e devo ammettere che ha la notevole qualità di non sembrare affatto meno stronzo né col passare degli anni miei né col passare degli anni suoi. Meno male, perché mi dispiacerebbe proprio essere più tollerante solo perché il tempo passa.

Il compagno sessista è una figura molto più comune di quanto si pensi. E’ un maschio di sinistra, fortemente schierato; si professa comunista orgogliosamente, specie se ha già superato i quaranta, oppure anarchico «da sempre». Il compagno sessita veste con una specie di divisa riconoscibile, fatta di accessori e colori che nella sua città «significano» l’appartenenza alla sinistra militante, anche con qualche punta d’anarchia, perché no. Anche se non più giovane, riconoscerete senz’altro nel suo abbigliamento qualle caratteristiche comuni, irrinunciabili, con le quali si vuole distinguere.

Se ha un lavoro fisso e stabile il compagno sessista fa spesso lunghi discorsi critici sulla situazione socioeconomica attuale, anche ben argomentati, partendo da quelle situazioni quotidiane, «di base», che vive in prima persona; che sono, immancabilmente, l’ovvia triste conseguenza di scelte politiche folli votate da una maggioranza che non lo rappresenta e decise da una classe politica che lui disprezza, indipendentemente dall’etichetta di partito.

Forse è un nostalgico di partiti che non ci sono più, e pur apprezzando qualche esponente «rimasto», ne compatisce il glorioso passato rispetto a un presente privo di prospettive e di potere. Se invece è giovane e non ha di questi ricordi, il compagno sessista disprezza apertamente qualunque dirigente di partito sopra il livello regionale, lasciando un po’ di speranza a qualche esponente locale - di cui ha diretta conoscenza in comizi, manifestazioni, campagne - che si salva perché ancora non corrotto dalla politica più alta.

Sotto o intorno i trenta, il compagno sessista è di un attivismo inarrestabile. Non si perde un convegno, un’assemblea, un’iniziativa, una manifestazione; mette in moto relazioni, amicizie, collegamenti, usando tutti i mezzi di comunicazione, soprattutto i più nuovi, per smuovere cose e persone. Organizza, comunica, spende parole forti; ha sempre la testa al «dopo» ma spara giudizi sul momento; mangia beve fuma con la stessa passione frenetica con la quale parla, convince, condanna, studia e rielabora.

Il compagno sessista è molto attento al suo linguaggio. Fiuta la reazione e il razzismo lontano un miglio e condanna senz’appello il militante destrorso, sia attivo che passivo, soprattutto nelle sue espressioni. Pesa e sa pesare bene le parole, ed è molto attento a dire cosa a chi, perché conosce molto bene la forza del linguaggio e sa quanto può colpire e servire alla causa la parola giusta al momento giusto.

Ma c’è un ma.
Eh sì, compagno sessista, c’è un «ma».

Ma quanto ti dà fastidio quando le compagne gestiscono un’iniziativa, un’occupazione, ponendo problemi che non ti sono venuti manco in mente e proponendo soluzioni che ti costringono a ripensare un po’ il tuo ruolo. Ma quanto ti rode se da certe discussioni sei escluso, o comunque ammesso con le dovute riserve, perché uomo e in quanto tale non è che proprio ne puoi capire di certi argomenti. Ma cos’è tutta st’importanza al patriarcato, al machismo, alla violenza di genere? I problemi sono altri, queste sono chiacchiere che fanno perdere di vista l’obiettivo, l’idea, la cosa importante.

Ecco, io dico questo uomo no.

Tu, compagno sessista, hai sviluppato un naturale orrore per espressioni come «sporco negro» o «terrone di merda», ma non esiti a dare della «zoccola» alla donna al volante di una macchina davanti alla tua, della «puttana» all’assistente che ti interroga, «troia» alla giornalista in tailleur che non fa le domande che hai in mente te, «mignotta» alla deputata che rilascia dichiarazioni ridicole e inopportune, «bocchinara» alla discinta protagonista televisiva di turno, «pompinara» alla collega che lavora più e meglio di te. Poi hai spazio anche per un affettuoso «troiette» per le compagne che propongono una mozione diversa, e «puttanelle» per quelle del centro sociale che chiedono spazi e ore per le loro iniziative - che gentile, una nota di riguardo la sai dare.

Beh, compagno sessita, lasciatelo dire: sei un fascista. Sì, proprio fascista. Perché se non vuoi capire - e non lo vuoi capire, perché sei in grado di capire tutto il resto tranne questo! - che cosa significa il sessismo, è perché non ti fa comodo. E’ perché uno spazio nel quale esercitare il tuo potere di maschio fascista ti piace, lo vuoi conservare, e te lo prendi, alla faccia di tutte le compagne. Che, allora, lì, in quel momento, non sono compagne: sono zoccole. Neanche donne, parola che proprio non t’interessa. Perché dietro il negro e il terrone c’è l’uomo, e allora lo capisci che se dici negro e terrone offendi anche l’uomo che tu sei; ma se dici mignotta no, non lo vuoi capire. Insomma, compagna fino a che non rompe i coglioni: poi mignotta va bene. Questo uomo no.

Caro compagno sessista, a me non mi freghi. Poi avere il Che tatuato in fronte, falce&martello cuciti sulle mutande, il Capitale nella tua libreria nell’edizione originale e saper cantare l’Internazionale in russo, ma per me sempre fascista rimani. Perché il potere del maschio ti piace, te lo tieni stretto; non m’importa di che colore te lo rivesti: sempre schifo mi fai. Questo uomo no.

oh!

Mar 22, 201152 note
Mar 19, 2011

Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d’istinto sviluppano un naturale equilibrio con l’ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca. C’è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus. Gli esseri umani sono un’infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga […]

Agente Smith - Matrix


Mar 16, 20115 note
Mar 11, 20111 nota
Mar 11, 2011
Mar 11, 2011

5 marzo 2011 ore 18.00

L’ANIMA DELLA LUCE – TESTIMONIANZE  mostra di Giuliano Grittini, opere dedicate ad Alda Merini

www.incisionearte.it    incisionearte@libero.it 

19 marzo 2011 ore 18.00

PAGINE D’ARTE CONTEMPORANEA – MOSTRA DEL LIBRO D’ARTISTA   collettiva

www.comune.carnago.va.it   info@claudiacanavesi.it 

21 marzo 2011 ore 21.00

CAROVANA DEI VERSI – POESIA IN AZIONE   performance itinerante e corale

www.carovanadeiversi.it   www.abrigliasciolta.it 

Chiesa di San Rocco - via Italia – Carnago (VA)

(il 19 c’è anche una cosetta mia esposta … hi hi hi)


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Mar 10, 20111 nota
Mar 10, 2011
Mar 10, 2011
Mar 10, 20112 note
Il Vangelo secondo Saramago → carmillaonline.com

di Roberto Sturm

Mar 10, 2011
“Fra i diversi strumenti dell’uomo il più stupefacente è senza dubbio il libro. Gli altri sono estensioni del suo corpo. Il microscopio, il telescopio, sono estensioni della sua vista; il telefono è l’estensione della voce; poi ci sono l’aratro, la falce e il martello, estensioni del suo braccio. Ma il libro è un’altra cosa: il libro è l’estensione della memoria e dell’immaginazione.” —

Jorge Luis Borges (via angeloricci)

.

Mar 10, 2011164 note
Mar 10, 20112 note
“

“Io non sono certo di quello che penso, finché non scrivo – devo scrivere per comprendere ciò che penso. La scrittura è un estremo atto di concentrazione”.

“Non sono uno scrittore che percepisce i media, il mondo delle immagini, come nemico. Non mi metto in competizione con l’immagine. Adoro il cinema, la fotografia, la pittura, anche la pubblicità – che sono forme d’arte. Con la televisione è diverso, non riconosco valore artistico alla televisione. E’ vero che scrittori come Balzac o Hugo avevano un impatto sulla società, ma oggi viviamo una forma differente di società. E’ cambiato tutto, ma soprattutto è arrivato Kafka”.

”
—

Don DeLillo: la scrittura come forma di concentrazione profonda | G I U S E P P E  G E N N A

(via angeloricci)

Mar 10, 20112 note
Mar 9, 20118 note
Mar 9, 20115 note
Mar 8, 2011
“Sono donna quando mi sveglio la mattina e non so mai cosa indossare. Sono donna quando il trucco a volte aiuta a migliorare l’umore. Sono donna quando per parcheggiare in retromarcia faccio almeno sei manovre. Sono donna quando insisto per pagare il conto ma vorrei che lo pagasse l’uomo. Sono donna quando indosso i tacchi tutto il giorno e mi lamento per il mal di piedi. Sono donna quando la scelta della mia estetista è più importante di quella del mio commercialista. Sono donna quando a un colloquio di lavoro sono più preoccupata per il mio abbigliamento che per il cv. Sono donna quando piango al cinema e gli occhi mi si cerchiano di rimmel sbavato. Sono donna quando rinuncio ai figli per la carriera. Sono donna quando rinuncio alla carriera per i figli. Sono donna quando ricevo complimenti osceni per strada. Sono donna quando essere cortese autorizza qualche stronzo alla molestia sul lavoro. Sono donna quando ho paura di girare da sola la sera. Sono donna quando non mi sento rappresentata in parlamento. Sono donna quando altri decidono se è giusto o meno interrompere la mia gravidanza. Sono donna quando sono nervosa in premestruo. Sono donna quando invecchiare mi terrorizza. Sono donna quando fare shopping è come una droga. Sono donna quando l’uomo vede solo le mie tette e non il mio cervello. Sono donna quando esprimo un’opinione e non sono credibile perché troppo bella. Sono donna quando esprimo un’opinione e dev’essere vera perché sono brutta. Sono donna quando perdo il lavoro perché sono incinta. Sono donna quando oltre al mio lavoro faccio anche la casalinga. Sono donna quando per sistemarmi avrei dovuto sposare un uomo potente. Sono donna quando fingo un orgasmo. Sono donna quando uno stupro te lo sei meritato. Sono donna quando difendo l’aguzzino se è mio marito. Sono donna quando denunciare una violenza mi lascia sola. Sono donna quando sono a dieta da una vita. Sono donna quando sono troppo fragile. Sono donna quando sono troppo forte. Non ho bisogno di auguri, oggi. Sono donna tutti i giorni.”
—
malafemmena » Una festa lunga una vita
Se fossi stato donna, non avrei davvero saputo dire di meglio…
(via robba12)”
—(via traccedivita)
Mar 8, 201198 note
LO SCHIAVO BRAVO - da nonsolomamma → nonsolomamma.com


il microbbit è un ragazzo riflessivo, sornione, osservatore e con una vita interiore apparentemente appagante. è tollerante, autonomo, gaudente senza essere sfrenato. ama la compagnia senza essere un caciarone, ama il cibo senza essere un ingordo, ama i cani, i gatti e i suoi fratelli mantenendo sempre la distanza di sicurezza. è raramente molesto, dorme con voluttà ed è una piacevole, spesso discreta presenza.
il microbbit, a 14 mesi, è dotato del prezioso e precoce talento della misura.
lo stesso non può dirsi dello hobbit piccolo passionale, logorroico, eccessivo, straripante, trascinatore, carismatico, anarchico, a tratti sfinente, talvolta visibilmente infastidito dalla micro-compostezza fraterna.
a tavola.
lo hobbit grande ripassa la tabellina del tre, elastigirl pure. mister incredible imbocca il microbbit che rumina instancabile e silenzioso e saluta con la mano un treno che passa di fronte a casa. “sei proprio bravo, sai? hai quasi finito la pappa. vuoi un po’ d’acqua? ecco qui, amore” “bau bau” “sì, hai ragione, è un cagnolino quello disegnato sul piatto. fa proprio bau bau. e la papera come fa?” “ca ca!” “bravo! qua qua fa la papera”
lo hobbit piccolo si agita nervosamente sulla sedia e lancia occhiate ostili al promozionale terzogenito.
“miclobbit basta! devi piantalla di fale lo schiavo blavo!”
“lo schiavo bravo??”
“sì, mamma! lui fa lo schiavo blavo e deve smettella. ehi, tu, piccolo! devi impalale a fale solo quello che ti pale, capito?!”.

Mar 8, 2011
Mar 8, 201131 note
Mar 8, 2011
Mar 8, 201176 note
Mar 8, 2011739 note
"neve" → blockmianotes.wordpress.com
Mar 7, 20116 note
Mar 7, 201125 note
Mar 7, 20115,990 note
briciole di tigella: Twitter, la Cina e i tunisini che giocano a ping pong → tigella.tumblr.com

tigella:

Il 17 gennaio, tre giorni dopo la fuga di Ben Ali da Tunisi, succede ancora di tutto in Tunisia: le milizie del partito di Ben Ali saccheggiano e incendiano, assaltano prigioni liberando detenuti, seminano il panico tra la popolazione disorientata per gli ultimi accadimenti.

A Tunisi continuano…

Mar 4, 201120 note
Mar 4, 20111,509 note
Mar 4, 20113 note
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Mar 3, 2011
Inchiesta di Sherwood.it e Terra Nordest tra chi dovrebbe eliminare dagli scaffali i testi sgraditi agli esponenti di Lega e Pdl Biblioteche venete contro il #rogodilibri → sherwood.it
Mar 3, 2011
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