‘giorno
(Fonte: lulkatie, via mindgarden)
!
(Fonte: phil-hartman, via pokotopokoto)
helena
(Fonte: bellatri-xxx, via yvonna-banana)
‘giorno
(Fonte: irrelevanttendencies, via mindgarden)
‘giorno
(Fonte: gatovintage, via pokotopokoto)
…è un po’ che non scrivo, è che c’avevo una cosa da fare, questa:
http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=12153 ;
seguita da questa:
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/05/24/lo-stupro-e-un-problema-maschile/ .
Ne approfitto per un altro po’ di bieca autopromozione:
http://lorenxo.tumblr.com/lorenzogasparrini .
Tranquilli, tra un po’ riparto.
!
Hi!! I made pop corn today!
O_O
swiiiish …
(Fonte: morphine-kisses, via mindgarden)
Chi mi accusa di essere del Pd (o di fare il gioco del Pd e di Repubblica) sbaglia di grosso. Ho citato tra gli esempi positivi, quelli che ci portano fuori dal reality show di Grillo e dalla crisi dei partiti, il caso dei tanti italiani che sono andati a Francoforte a contestare la Banca centrale europea. Movimenti veri, orizzontali, nati da legami fra pari. Davvero osteggiati dal potere (che infatti non ne parla, a cominciare dai media vicini al Pd).
Ecco, nessuna di quelle persone ha bisogno di un comico che gli faccia da leader, né usa la rete soltanto per fare copia e incolla di cose scritte da altri.
Quando dico che Grillo non interagisce coi suoi fan/seguaci sul web non voglio dire che è “antipatico”, come qualcuno ha scritto, voglio dire invece che Grillo usa la rete non in maniera orizzontale, la usa per pubblicare i suoi proclami.
E’ quello che ha fatto oggi, smentendo clamorosamente il sindaco di Parma e invitando gli aspiranti direttori generali del comune a mandare (a lui) i curricula. Ora, è troppo chiedere a Grillo in base a cosa selezionerà quei candidati? E perché dovrebbe farlo lui e non il nuovo sindaco? E con chi ha discusso Grillo questa mossa. Con nessuno. Se tutto questo non solo pare tollerabile, o se addirittura vi pare una nuova forma di “democrazia diretta”…
Il fatto che una critica a Grillo debba essere presa per una implicita difesa del Pd conferma che per molti dei difensori del comico genovese la politica è delega, voto, tifo per una fazione. Uno ragiona non sul merito, ma in base al voto che deve dare una volta ogni cinque anni, e non sulla scorta della propria esperienza, delle forme collettive di agire. Logiche binarie, da curva calcistica. Il fatto che il mondo e la politica si racchiudano nello scontro Grillo-Pd fa ridere. Alzate la testa, c’è un mondo da scoprire.
Che tutto si polarizzi in questo modo non è un caso. Risponde alla comunicazione della rete degli ultimi anni. Emozionale, semplicizzata, tutt’altro che orizzontale. Perché dietro Grillo – come si capisce bene leggendo gli scenari della Casaleggio che ne cura la comunicazione – c’è il cambiamento del web, oltre che i rischi che si aprono di fronte alla (inarrestabile, sia chiaro) crisi della democrazia rappresentativa.
Prima che esplodesse il cosiddetto Web 2.0 le comunità virtuali erano formate da avanguardie (che molto spesso coincidevano anche con le avanguardie politiche dei movimenti) che cercavano di autogovernare lo spazio in rete e di farlo funzionare per esigenze relativamente ristrette. In questo contesto, nessuno si sognava di prendere le decisioni a maggioranza, si approfittava del confronto in rete tra simili per dare vita a spazi di confronto permanente che costruissero forme di mediazione e unanimità e che perseguissero obiettivi condivisi.
Non che questo modello fosse esente da imperfezioni. Tuttavia si trattava di altra cosa rispetto alla pretesa di costruire forme di “democrazia diretta” (espressione che in Grillo diventa vuota, tanto da legittimare la monarchia del Capo e il monopolio delle decisioni CRUCIALI) attraverso gli strumenti della rete.
Dunque, invece di allargare la platea del dibattito pubblico e rafforzare le forme di partecipazione, le tecnologie del Web 2.0 selezionano le élite in base ad una specie di “dittatura della maggioranza’”. Inoltre, queste tecnologie non promuovono, come sostengono Grillo e Casaleggio nel libro-manifesto significativamente intitolato “Siamo in guerra”, un balzo in avanti sulla strada del superamento dei media verticali (come la televisione). Al contrario, essi presentano tutte le caratteristiche di una “regressione” dei nuovi media verso quelle che Carlo Formenti (che non è uno sconosciuto come qualcuno scrive sopra ma uno dei più attenti analisiti del web italiani) definisce senza mezzi termini “logiche di tipo ‘televisivo’”, che esaltano la connessione diretta tra leader e pubblico e la dinamica da reality show che consente di sognare la notorietà a persone che non provengono dal professionismo (che si tratti di spettacolo o politica).
Qualcuno, qui sopra, dice che Grillo usa concetti “cari alla sinistra”. In alcuni casi e vero, ma quei concetti li frulla con altri cari alla destra, e soprattutto li veicola tramite un meccanismo che (non mi stancherò mai di dirlo) non ha nulla di partecipato e democratico. Su questo punto, come si dice a Roma, “fate sempre pippa”. O al massimo ammettete che è “un problema”. E invece è IL problema. Mai visto un soggetto politico che vuole rifondare la democrazia ma che poi al suo interno non è democratico.
Un Post per Soli Uomini: Ecco i Risultati - via Il corpo delle donne - Lorella Zanardo -
Lo scorso febbraio scrissi Un Post per Soli Uomini, sia su questo blog che su Il Fatto Quotidiano, dove raccolse più di mille commenti. Anche altri post su questo tema avevano in passato innescato proficui dibatitti. Un uomo si è fatto carico di analizzarli e darne un’interpretazione. Grazie a Lorenzo Gasparrini, blogger e lettore del blog. L’analisi si riferisce ad un campione non rappresentativo di tutti i lettori del Fatto; per avere un’ analisi completa dovremmo disporre di un campione statisticamente significativo. Ciononostante 1000 commenti ci danno preziose indicazioni.
c’hai dello zucchero?
(via theanimalblog)
e buongiorno …
(via bleftur)
by Vhils
[video]