blockmia

Mentre i personaggi di cui parla oggi Gramellini ben si guardano (e si son guardati) dal parlare delle ragioni dei Notav, l’effetto Tav diviene sempre più evidente sui treni non solo pendolari. La distrazione di fondi dalla manutenzione continua a causare episodi che spesso solo per caso non sfociano in tragedia.


E’ successo di nuovo, ieri, ad un Frecciargento, a Chiusi, mentre il convoglio viaggiava a 250 chilometri orari. Secondo i sindacati è colpa dei tagli (ed oggi Moretti, sulla cui gestione di Fs anche la Corte dei Conti ha dei dubbi, sarà a Trieste alle ore 11)



La notizia dell’incidente da Repubblica:

Il treno lanciato a quasi 250 chilometri orari, il contraccolpo all’ingresso in galleria, un frastuono di lamiere e una porta che si apre e poi si sgancia dall’ottava carrozza schiantandosi sulla fiancata di quella in coda e che infine vola sui binari. “Solo per miracolo”, dice un ispettore della Polfer, “non c’è morto nessuno, non ho mai visto una cosa del genere in tutta la mia carriera”. È successo lunedì sera a un Frecciargento sulla direttissima dell’alta velocità al chilometro 144 in prossimità di Chiusi, in provincia di Siena.

L’eurostar era partito da Roma alle 18.40 con 30 minuti di ritardo e sarebbe dovuto arrivare a Brescia alle 21.55. Il suo viaggio si è fermato nel tunnel della Casella intorno alle 19.50. Questa, almeno, è l’ora dell’allarme lanciato dal macchinista del pendolino agli uffici della polfer di Arezzo. Per due ore la linea dei supertreni è rimasta bloccata per i rilievi degli agenti di polizia ferroviaria e i tecnici di Ferrovie. Solo dopo aver accertato l’assenza di feriti, il Frecciargento 9482 AV è ripartito a passo d’uomo verso la stazione di Arezzo, dove i passeggeri sono stati trasferiti su un treno sostitutivo.

Un incidente emerso solo grazie alla denuncia dell’associazione dei macchinisti Ancora In Marcia e mai comunicato ufficialmente da Trenitalia. Un’anomalia che andrà ad aggiungersi alle 120 registrate dall’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria nel 2011 sugli eurostar e che allunga di nuovo un’ombra inquietante sul fenomeno delle “porte killer”.

E’ il risultato della politica di tagli applicata da Ferrovie al personale addetto alla manutenzione  -  dice Andrea Gambacciani  -  non è più possibile andare avanti così, in questo modo si mette a rischio la vita di passeggeri e lavoratori”. Con toni più pacati, ma è più o meno la stessa valutazione offerta dall’ultima relazione sulla sicurezza ferroviaria presentata a Firenze dal direttore dell’Ansf Alberto Chiovelli appena cinque giorni fa. Il dossier sottolineava “la criticità diffusa dell’incidentalità legata ai malfunzionamenti delle porte di salita e discesa dei passeggeri, imputabile anche a carenze nella manutenzione”, sebbene gli incidenti causati da porte killer siano diminuiti dell’80%.

Sul caso la Procura di Montepulciano ha aperto un fascicolo. Non è ancora chiaro cosa abbia fatto perdere la porta al Frecciargento, informazioni preziose andranno recuperate anche attraverso la scatola nera. Per ora gli inquirenti lavorano su tre ipotesi: una crepa su uno degli ancoraggi alla carrozza, un errore nel montaggio o una disfunzione alle guarnizioni. Se fosse la terza, la porta sarebbe rimasta aperta ma nessun segnale d’allarme sarebbe apparso sulla plancia del macchinista e farla volare sarebbe stato il vento.

“Di certo  -  dice Dante De Angelis, macchinista dell’associazione Ancora In Marcia  -  quando si entra in galleria a quella velocità l’impatto con l’aria è violentissimo. Non voglio immaginare cosa sarebbe successo se in quel momento fosse passato un altro treno in direzione opposta o se la porta fosse stata spinta su una casa al lato della ferrovia o giù da un ponte”. Per Ferrovie  che sull’episodio ha aperto un’inchiesta interna  non si sono mai verificati incidenti simili su questo tipo di treni, denominati come Etr 485 e in circolazione da prima del 2005. “E’ un fatto che  sottolineano dal gruppo  il Frecciargento sia proprio quello imbrattato dai manifestanti No Tav durante la protesta di lunedì alla stazione di Roma”.

di MARIO NERI da http://firenze.repubblica.it/cronaca/2012/02/29/news/la_porta_vola_gi_dal_treno_a_250_km_h-30664779/?ref=HREC1-5
 
(29 febbraio 2012)

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